Mostre: design del gioiello - Milano

Di: Pablito | 26/09/2020 17:10:27
IL DESIGN DELLA GIOIA
Il gioiello tra progetto e ornamento.
Dal 23 novembre 2004 al 27 febbraio 2005.
Triennale di Milano - Ingresso libero
La Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano presenta la mostra Il Design della Gioia, che resterà aperta dal 23 novembre 2004 al 27 febbraio 2005.
Il Design della Gioia, curata da Alba Cappellieri e Marco Romanelli, si colloca nel ciclo di mostre ideato da Silvana Annicchiarico, conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale. Rientra, quindi, nel progetto che, iniziato con Le parole e le cose (Non sono una Signora, Animal House, Il mondo in una stanza) e proseguito con Fuori Serie (indagine sulle origini del design italiano), Acqua da Bere e Come Comete, punta a tracciare nuovi possibili percorsi di lettura nella storia del design italiano.
La mostra si propone di evidenziare la specificità del gioiello di design rispetto al vasto mondo della gioielleria. In quest’ultimo afferiscono infatti, oltre ai settori tipici della produzione, categorie diverse quali il “gioiello d’artista”, il “gioiello dei jewellery designers” (ovvero di chi, occupandosene in via costante ed esclusiva, adotta un approccio specialistico al tema) e il “gioiello pezzo unico”.
Nel gioiello pensato dai designers le componenti materiche, tecnologiche e persino formali non sono dettate né da un puro atto creativo, né da un’esigenza produttiva o di marketing, ma rappresentano piuttosto l’applicazione di un processo analogo a quello adottato, dagli stessi autori, ad altre scale progettuali (dal furniture al product design fino, a volte, all’architettura).
Le opere esposte sono state quindi selezionate in quanto frutto del lavoro di creativi abituati a confrontarsi con il più ampio alveo della progettazione architettonica e del design. I rimandi a queste discipline, ovvero alla scala maggiore, vengono cristallizzati nei gioielli proposti, a volte attraverso un processo di auto-citazione, altre volte secondo rimandi più segreti. Sempre comunque sostituendo, come parametro di attribuzione del valore, le scelte progettuali alla tradizionale preziosità del materiale. Le opere presentate riassumono le recenti stagioni artistiche, suggeriscono analogie formali con architetture e mobili e invitano al confronto trasversale tra le diverse scale progettuali. Sul piano del linguaggio lo scontro generazionale - da Sottsass ai Bouroullec - giocato sui materiali e sulle tecniche, oltrechè sulla forma- si fa evidente, confermando l’alto valore simbolico, e quindi la relazione con la tendenza e il dibattito, insiti nell’atto stesso di decorare il corpo.
Per contrappunto, e per chiarire il concetto di “gioiello di design”, si è scelto di presentare cinque categorie esemplari: - Gioiello d’artista (Carla Accardi, Getulio Alviani, Afro Basaldella, Pietro Consagra, Fausto Melotti); Gioiello di Jewellery Designer (Giampaolo Babetto, Mario Pinton, Gerd Rothmann); Gioiello Pièce Unique (Bulgari, Cartier, Chanel, Damiani); Gioiello di Fashion Designer (Chanel, Gucci); Gioiello di Produzione: (Bulgari, Cartier, Salvini) -che evidenzino altri modi della gioielleria contemporanea e quindi segnalino differenze e analogie con il gioiello di design.
L’allestimento, progettato da Marco Romanelli e Marcello Pinzero, si propone di valorizzare ciascun percorso progettuale individuale ponendolo tuttavia in relazione con tutti gli altri. Nasce così una suggestiva selva di colonne autoilluminate che racconta l’approccio di ogni singolo designer al tema del gioiello. Particolarmente incisivo il progetto grafico, della mostra e del catalogo, a cura di Giuseppe Basile, in particolare nell’immagine-logo de “Il design della gioia” ove compare la riproposizione stilizzata di un volto costruito attraverso alcuni dei gioielli in mostra.
Opere esposte di: Franco Albini e Franca Helg, Ron Arad, Shin&Tomoko Azumi, Gijs Bakker, Mario Bellini, Sebastian Bergne, Afra Bianchin Scarpa, Ronan e Erwan Bouroullec, Fernando e Huberto Campana, Matali Crasset, Björn Dahlström, Riccardo Dalisi, Manolo De Giorgi, Michele De Lucchi, Peter Eisenman, Uwe Fischer, Emanuela Frattini Magnusson, Konstantin Grcic, Martl Guixé, Arata Isozaki, Nathalie Jean, Harri Koskinen, Axel Kufus, Marta Laudani, Angelo Mangiarotti, Alberto Meda, Richard Meier, Alessandro Mendini, Benedetta Miralles Tagliabue, Bruno Munari, Maria Eugenia Muratori, Emilio Nanni, Marc Newson, Paolo Portoghesi, Marco Romanelli, Rolf Sachs, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass, Martin Szekely, Giovanna Talocci, Frank Tjepkema, Patricia Urquiola, Lella e Massimo Vignelli, Pia Wallén, Marcel Wanders, Hannes Wettstein, Michael Young
Alba Cappellieri
Architetto e critico di design è docente alle Facoltà del Design del Politecnico di Milano e della Seconda Università di Napoli per il corso di Storia del Gioiello. Si occupa di estetica e progetto fra moda e design. Collabora con le principali riviste di settore e magazine femminili sui temi del design e del gioiello. La sua ultima pubblicazione è Lusso Versus Design: Italian style, beni culturali e luxury system. Alta gamma & cultura del progetto, Franco Angeli, Milano 2004
Marco Romanelli
Architetto e critico è dal 1995 redattore di Abitare. È art director di O Luce dal 1995 e di Montina dal 1996. Ha curato l’edizione 2000 di Aperto Vetro, biennale del vetro presso il Museo Correr di Venezia e, nel 2002-03, la grande retrospettiva “Gio Ponti: A World” prima al Design Museum di Londra poi al NAI di Rotterdam quindi alla Triennale di Milano. Come designer, associato a Marta Laudani, progetta, tra gli altri, per Driade, O Luce, Montina, View, Laboratorio Pesaro, Redaelli.
Il Design della Gioia
Il gioiello tra progetto e ornamento
Triennale di Milano
23 novembre 2004 – 27 febbraio 2005
Inaugurazione: 22 novembre 2004, ore 18.30
A cura di Alba Cappellieri e Marco Romanelli
Allestimento di Marco Romanelli e Marcello Pinzero
Grafica di Giuseppe Basile
Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì
Ingresso libero
Triennale di Milano
viale Alemagna 6
tel. 02–724341
fax 02-89010693
www.triennale.it
ufficio stampa
Antonella La Seta
tel. 02-72434240
fax 02–72434239
ufficio.stampa@triennale.it

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